L’olio monovarietale di Coratina racchiude il meglio della qualità gustativa, nutrizionale e salutistica. Esso infatti è il più interessante per l’elevata percentuale di acido oleico (78-80%), il grasso più vicino al latte materno, per l’equilibrato rapporto acidi-grassi omega 3 – omega 6 e per l’elevato contenuto di fenoli totali (350-600 mg/kg di olio). Inoltre l’olio ottenuto dalla varietà Coratina è tra i più ricchi di OLEOCANTALE, fenolo caratterizzato da elevata attività antinfiammatoria. L’olio extravergine di varietà Coratina può essere considerato “l’olio perfetto”, ma per essere apprezzato è necessario che ci si “educhi” ad un olio di alta qualità con spiccata personalità, fruttato intenso, amaro e piccante e per di più sano, cioè dotato di caratteristiche non reperibili nei comuni oli extravergini di oliva e con una forte sensazione di pizzicore in gola: questo elemento, prima erroneamente correlato ad una elevata acidità e considerato “negativo”, ora è un punto di forza dell’olio.

Recenti studi condotti in Puglia hanno dimostrato una correlazione diretta tra durata della vita e consumo di olio extravergine di oliva. Infatti, questo riduce i rischi dell’aterosclerosi, e delle malattie cardiovascolari, per l’alto contenuto di acidi grassi insaturi; contiene sostanze antiossidanti come tocoferoli, caroteni e composti fenolici, che inibiscono la formazione di radicali liberi ritenuti pericolosi per la salute umana, (inoltre i polifenoli operano da antiaggreganti piastrinici, aiutando a prevenire le patologie a carico del sistema cardiocircolatorio); aumenta i livelli del colesterolo “buono” HDL, che pulisce le arterie, e diminuisce quelli del colesterolo “cattivo” LDL, predispone l’organismo a produrre più succhi gastrici, stimola la produzione di colecistochinina, un ormone elaborato dal duodeno, in grado di determinare la contrazione della colicisti e il suo svuotamento, con la liberazione della bile e la conseguente digestione dei grassi.

In conclusione è l’olio che allunga la vita con gusto.

 

 

Fonte: OlivoeOlio n. 5/2012 – edagricole